Parrocchia Mariano al Brembo

Una data importante: 30 aprile 1787

il Vescovo Gianpaolo DolfinIn questo numero del bollettino vogliamo ricordare un avvenimento che ha segnato la storia della nostra parrocchia: il passaggio dall’arcidiocesi di Milano alla diocesi di Bergamo. Per motivazioni politiche la nostra comunità, assieme ad altre, passò nella diocesi bergomense e da allora essa fa parte di questa chiesa locale. Quali le motivazioni?

L’imperatore Giuseppe II, fautore di una politica di controllo sulla Chiesa, voleva unificare i confini delle ripartizioni ecclesiastiche con quelli delle circoscrizioni civili. In questo trovò l’appoggio della repubblica veneta, la quale voleva meglio controllare il proprio territorio. L’atteggiamento dell’imperatore fu quello di mettere i vescovi di fronte al fatto compiuto e di obbligarli così ad aderire alle decisioni imperiali.

Dal 1784 iniziarono le trattative tra la corte di Vienna, l’arcivescovo di Milano e il vescovo di Bergamo. La Santa Sede accettò queste decisioni con molta titubanza perché, di fatto, venne ignorata dai contraenti; Roma sanciva questo passaggio con una bolla pontificia, datata 6 settembre 1786.

Qualche mese dopo il vescovo di Bergamo, Gianpaolo Dolfin, scrisse una lettera pastorale “ai dilettissimi parrochi, clero e popolo della porzione aggiunta alla sua diocesi” auspicando “…che si stringano tra di noi quei forti vincoli di carità cristiana, per cui possiamo formar un cuor solo e un’anima sola in Dio”.

L’atto ufficiale, redatto dalle due cancellerie vescovili, porta la data del 30 aprile 1787, e reca la firma dell’arcivescovo di Milano, Filippo Visconti, e del vescovo di Bergamo, Gianpaolo Dolfin. In esso si stabilisce che 43 parrocchie della diocesi ambrosiana vengono cedute alla terra di Sant’Alessandro, terra posta sotto il controllo di Venezia dal 1428 al 1797. Alcune di queste 43 parrocchie erano poste in territorio milanese dal punto di vista ecclesiastico, ma civilmente dipendevano dall’autorità imperiale. Le comunità appartenevano alle pievi di Brivio, Olginate, S.Brigida in alta val Brembana, alla Val Taleggio e alla pieve di Verdello.

A proposito di quest’ultima il documento dice:

Ex plebe Verdelli (dalla pieve di Verdello). S.Michaelis loci Arcene, S.Georgii Bolteri, SS. Faustini et Iovitae Brembati, S.Alexandri Capriatae, …S.Laurenti loci Mariani, S.Zenonis Osii superioris, etc.

Mariano dunque passa alla diocesi di Bergamo assieme alle parrocchie, che facevano capo alla parrocchia di Verdello, costituita pieve alla fine del ‘500. La dipendenza ecclesiastica della nostra comunità da Verdello continuerà fino al nostro secolo, quando per volontà di Mons. Adriano Bernareggi fu costituita nel 1953 la vicaria di Dalmine; nel 1983, Mariano entrò nel vicariato locale di Dalmine-Stezzano.

I cambiamenti non furono traumatici innanzitutto perché la nostra comunità non adottò mai il rito ambrosiano, tipico della Chiesa milanese, e per il fatto di essere in una zona molto vicina al confine con la diocesi bergomense.

La guida della comunità fu mantenuta dallo stesso pastore fino alla morte; in questo periodo di passaggio il parroco fu pre’ Girolamo Magni, il quale guidò la comunità dal 1786 al 1802. Il primo parroco di nomina bergamasca fu nel 1802 don Agostino Doneda, nativo di Levate, del quale abbiamo già avuto occasione di parlare in passato. Mariano entrò con quest’atto nella piena comunione con Bergamo e con il suo vescovo, il veneto Gianpaolo Dolfin, raffigurato in un ritratto di anonimo del ‘700.

Iniziava un altro capitolo della plurisecolare storia della nostra comunità!

 

Autore: Don Marco Perletti