Parrocchia Mariano al Brembo

La geologia della nostra terra

Mi ha sempre stuzzicato l’idea di scoprire, di conoscere l’origine dei nostro territorio, ma per fare questo dobbiamo fare un grande salto nel passato, salire su un ipotetica macchina del tempo programmata per riportarci indietro, a milioni e milioni di anni fa, in grado, di mostrarci la storia geologica della pianura, di questa “fossa Padana” nella quale anche noi siamo adagiati.

La Bergamasca e il resto della Padania inizia la sua evoluzione 250 milioni di anni fa, quando incomincia a delinearsi la storia evolutiva del sistema alpino, e i diversi continenti erano legati tra loro e formavano la “Pangea” circondata da un superoceano “Pantalassa“.

La Bergamasca si trovava in mezzo alla Pangea, tra Europa ed Africa, e per milioni di anni rimarrà legata all’Africa che formava un territorio denominato “Gondwana“.

23 milioni di anni fa con il Cenozoico incominciano quei movimenti che daranno l’assetto definitivo alla Bergamasca ed al nostro territorio. Incominciarono ad emergere le montagne, la pianura ancora non esisteva ma al suo posto c’era una grande fossa invasa dal mare, e rimarrà tale fino al Pliocene (2 milioni di anni fa).

A poco a poco il mare si ritirò e i fiumi incominciarono a scorrere zigzagando per la pianura, trasportando ingenti quantità di materiale.

Circa 600-700 mila anni fa ci furono le prime glaciazioni che si estesero su tutta la zona montana, senza mai raggiungere la pianura. Le ultime glaciazioni si ebbero 10.000 anni fa, poi i ghiacciai cominciarono a sciogliersi e le alluvioni che seguirono trasportarono nella pianura tutto il materiale rimosso.

Il Brembo e gli altri fiumi scorrevano disalveati e vaganti per tutta la pianura.

Guardando la morfologia del nostro territorio ci accorgiamo che la coltre superficiale, è il deposito di ciottolame trasportato da questi fiumi, ed è formata da pochi decimetri di terreno coltivato, da ghiaie e da sabbie.

4.000 anni fa con il leggero innalzamento della pianura Padana i fiumi scavarono quei piccoli solchi che formano il loro letto attuale.

Ecco perché Mariano ha dal lato d’oriente una campagna fiorente e ad occidente una terra ghiaiosa.

Il territorio intorno a Mariano, era per la maggior parte ricoperto di foreste e boscaglie, come ci viene presentato nel suo studio sulle “Condizioni fisiche e topografiche dell’antico territorio di Bergamo” dall’ingegnere Elia Fornoni.

 

Fonte: “Appunti sulla storia di Mariano” di Mario Colombo