Parrocchia Mariano al Brembo

La visita pastorale del Cardinale Pozzobonelli (1754)

Pietro Venier: Vergine del S.Rosario, S.Domenico e S.Caterina (1689)Delle numerose visite pastorali avvenute nella nostra parrocchia lungo i secoli di appartenenza alla arcidiocesi milanese esiste nel nostro archivio solo una copia del decreto emanato dal cardinal Giuseppe Pozzobonelli, arcivescovo di Milano dal 1743 al 1783, giunto a Mariano nel marzo del 1754. Per cogliere la situazione della nostra comunità si è reso necessario consultare l’archivio storico dell’arcidiocesi di Milano e le pubblicazioni che riassumono le vicende storiche della pieve di Verdello. Il cardinale indisse la visita nel 1744 e la concluse esattamente dopo vent’anni.

La visita a questa pieve ebbe inizio il 27 marzo e si concluse nel successivo mese di aprile; Mariano fu una delle prime parrocchie visitate e sulla base di quanto viene descritto dal visitatore regionale, venuto in paese prima del cardinale, il Pozzobonelli poté prescrivere alcuni decreti da eseguire negli edifici sacri.

Veniamo dunque alla presentazione della situazione fatta dal visitatore. Il testo inizia dicendo che il cardinale giunge a Mariano il 29 dopo aver visitato la vicina parrocchia di Sforzatica: giunto in paese viene accolto sotto un arco e accompagnato in chiesa e, dopo la recita di alcune preghiere, impartisce a tutti la benedizione.

Terminata l’accoglienza egli deve placare delle liti tra alcuni ragazzi e ascoltare delle fanciulle; l’ultimo atto ufficiale è costituito dalla catechesi agli adulti della comunità. Prima di lasciare Mariano il cardinale Pozzobonelli esamina tutti gli aspetti della vita parrocchiale, assieme al visitatore.

Ecco per ordine:

  1. Eucarestia: “l’eccellentissimo si diresse subito all’altare maggiore per contemplare il S.S.Sacramento. . . L’Eucarestia è conservata in una pisside d’argento e viene consacrata ogni cinque domeniche.
  2. Le reliquie: si conservano le reliquie della Santa Croce, di S.Lorenzo e di S.Vereconda (due statue bronzee). In altri reliquari si conservano le memorie dei Santi Vincenzo martire, Casto, Teodora, Caterina, Valentino martire. L’autenticità di queste reliquie era stata riconosciuta il 5 luglio 1730 dalla curia di Milano. Esse sono in buono stato di conservazione e sono poste sotto l’altare maggiore.
  3. La cappella del Battistero: si trova sul lato sinistro per chi entra e conserva al centro il battistero con il ciborio artisticamente sco1pito (probabilmente è quello presente anche oggi).
  4. Gli oli sacri: sono conservati al fondo della Chiesa con il Battistero tranne l’olio degli infermi, posto in una nicchia sul presbiterio.
  5. La cappella, l’altare maggiore e altre cappelle: oltre all’altare maggiore, vi sono quelli posti nelle cappelle laterali della Madonna del Rosario e della S.Croce del Signore Gesù Cristo. La cappella di San Giuseppe sostituirà quest’ultima nella nuova chiesa.
  6. La Chiesa: è lontana da ogni fonte di disturbo; al suo interno si trovano un sepolcro per gli uomini e uno per le donne e si dice che è presente un altro sepolcro, spettante di diritto alla famiglia Maffioletti. Il campanile ha due campane e queste servono per radunare il popolo in chiesa. Da notare come nella parrocchiale si conservano alcuni banchi spettanti di diritto alle famiglie Brembati e Secco Suardo. Il visitatore conferma che tutto quello che serve per il culto è decoroso e in certi casi molto bello.

C’è poi la descrizione dei redditi del beneficio parrocchiale, costituiti da 143 pertiche di terreno e da una casa colonica; i raccolti di grano e di miglio vengono offerti con circa 80 libbre di guadagno, per la recita della Passione dei Signore. Accanto alla Chiesa, in buono stato, si trova la casa canonica: in essa vive il parroco, don Giovanni Antonio Allegrini, e con lui i suoi nipoti.

Del parroco sappiamo l’età (45 anni) e la puntuale osservanza di tutti i suoi doveri, soprattutto quelli inerenti alla dottrina cristiana. A Mariano era giunto probabilmente nel 1741. In parrocchia c’è un altro prete, forse parente dei parroco, don Lorenzo Allegrini, il quale è cappellano del santuario. La comunità conta pure un chierico, Domenico Macario, ammesso ai quattro ordini minori e apprezzato per la sua condotta.
Il parroco, pre’ Giovanni Antonio Allegrini, adempie con diligenza ad uno dei compiti fondamentali del suo stato, cioè si occupa con attenzione di organizzare la Scuola della Dottrina Cristiana, cioè l’insegnamento della dottrina cristiana ai fanciulli e a coloro che non erano ancora formati negli elementi della fede. Questa fu una grande intuizione del Borromeo e dei suoi collaboratori; la sua presenza segna la storia della nostra parrocchia ed è attestata da alcuni documenti d’archivio. Il parroco, con gli aiutanti (“operai e maestri”) tiene la dottrina ogni domenica e nelle festività nella Chiesa parrocchiale. Scopriamo che ai partecipanti della Schola è applicata un’indulgenza; questo aspetto, segno di comunione con Dio e con i propri defunti, è applicato inoltre agli scolari della Confraternita del SS. Sacramento e a quelli del SS.Rosario. Nel giorno della solennità della terza di Settembre, viene applicata l’indulgenza plenaria per 7 anni a coloro che partecipano a tale festa nell’oratorio dedicato.

Pietro Venier: Vergine del S.Rosario, S.Domenico e S.Caterina (1689). Fu restaurato da Antonio Maffioletti romito del Santuario. Attualmente la tela è nella casa parrocchiale. In paese si ha la consuetudine di festeggiare S. Maria della Neve, S. Rocco, S. Defendente, S.Caterina Vergine e Martire, S. Antonio Abate e S. Antonio da Padova; si celebra pure la festa dell’Esaltazione della S.Croce.

In parrocchia ci sono 420 abitanti, di cui 300 ammessi alla S.Comunione.

Dopo aver analizzato gli aspetti della vita parrocchiale e il luogo principale, a cui tutto fa riferimento, cioè la Chiesa parrocchiale, l’attenzione si sposta “sull’oratorio della Beata Maria Vergine dei Sette Dolori”, chiamato “dello spasimo“. Di esso si dice che fu oggetto di restauro nel 1740 e che si conserva tutto ciò che serve per la celebrazione; è affidato alle cure di pre’ Lorenzo Allegrini e alla custodia di un romito, dimorante in una piccola casa accanto al santuario. Il suo compito più importante è quello di raccogliere offerte per la chiesetta, portarle ai Sindaci della Fabbriceria, i quali provvedono ad amministrarle. E’ probabile che in questo luogo si conservino il quadro seicentesco di Pietro Venier con la Vergine del S.Rosario e i Santi Domenico e Caterina e il quadro con l’Addolorata e i Santi Carlo e Lupo di Marcantonio Cesareo, ancora oggi conservato al santuario.

Abbiamo poi i decreti del Cardinale, contenuti in un documento che è conservato in archivio. In esso si decreta:

  1. Per la Chiesa parrocchiale di S.Lorenzo in Mariano:
     

    • il fondo o piano del tabernacolo sia ricoperto con un corporale pulito
    • il coperchio della vasca battesimale sia ricoperto di rame
    • il ciborio venga rivestito all’interno di seta bianca
    • venga preparata una nuova lastra di pietra per l’altare della Beata Vergine Maria.
    • la Chiesa venga pulita in ogni sua parte e sia splendente; tutti gli altari vengano chiusi da cancelli con i relativi chiavistelli.
    • l’ampolla dell’olio degli infermi sia affidata ad un artigiano che saldi in modo adeguato all’ampolla stessa il coperchio che se ne è staccato.
  2. Per l’oratorio della Beata Vergine Maria chiamato “dello spasimo”, si devono compiere interventi sull’umidità e sulle tovaglie dell’altare e della predella.

Il visitatore è preoccupato dunque di esortare il parroco ed i suoi collaboratori perché si provveda a sistemare tutto ciò che ancora non è in linea con le disposizioni.

Quella del Cardinale Pozzobonelli è l’ultima visita di un arcivescovo milanese alla nostra comunità; bisognerà attendere il 1858 per vedere un vescovo, bergamasco, visitare Mariano. Il rapporto tra la nostra parrocchia e questo cardinale milanese non si esaurisce con la visita pastorale, perché proprio a lui i nostri antenati si rivolgeranno qualche decennio dopo, per la costruzione della nuova Chiesa parrocchiale; sempre da questo pastore ricevettero una forte testimonianza di devozione alla Vergine Addolorata.

Autore: Don Marco Perletti